Manuele, un talento da scoprire.

Sabato sono stata a Como per visitare la mostra “Radici celesti” dell’artista Petros Papavassiliou: di fianco alla splendida Cattedrale, si accede al Broletto attraverso la porta vetrata dell’info point. Vi ricordo che sarà visitabile fino al 30 Marzo, dal Martedì alla Domenica, dalle 10.00 alle 17.00. Presto troverete un articolo dedicato.

Passeggio fino al lungo lago percorrendo Via Vittorio Emanuele II, via Caio Plinio Secondo, arrivando in piazza Cavour: qui trovo il Mercatino Regionale Piemontese, che mi mette particolarmente di buon umore con i suoi meravigliosi profumi.

Poi, d’un tratto, il suono di una chitarra acustica.

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Manuele, musicista.   Foto scattata da Cinnamon.
Sento un motivo che subito richiama alla mente ricordi belli, canzoni che sento da quando ero molto piccola… si tratta di “Proud Mary” dei Creedence Clearwater Revival, 1969.

La piazza ancora non è piena, ma lui canta, forse forte non solo del proprio talento ma anche per una bellissima ragazza che se ne sta lì a guardarlo, seduta per terra ad intonare le sue canzoni.

Segue “Hallelujah” scritta ed interpretata dal cantautore canadese Leonard Cohen, 1984, anche se la versione più conosciuta è quella di Jeff Buckley, 1994.

Rimango stupita, questo ragazzo non sbaglia un colpo..

Resto ad ascoltare un altro pezzo che conosco molto bene ed è “Losing My Religion” dei R.E.M., 1991.

Vorrei continuare il mio giro ma resto di nuovo spiazzata e questa volta canto, commossa, sulle note di “L’isola che non c’è” di Edoardo Bennato, 2002. Ora suona anche la fisarmonica, proprio come accade nella canzone.

♫  Rock, folk, folk-rock. ♫

La piazza intanto si è riempita, le persone applaudono, sono un po’ più serene e qualcun’altro comincia ad aver voglia di canticchiare; un bambino si avvicina all’artista e lo guarda con gli occhi sgranati pieni di stupore: forse in quel momento, tutti stiamo somigliando a lui. E’ la magia della musica.

Quando decido di andar via, lo faccio perché ho lasciato entrare nel cuore, senza difesa alcuna, il messaggio del chitarrista e mi sento un po’ un tutt’uno con l’universo. Solo allora, scopro che si chiama Manuele. Grazie.

Cinnamon

 

 

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